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mercoledì 4 gennaio 2017

Corso di Perfezionamento in Antropologia delle Migrazioni: un'opportunità non solo per gli antropologi

Sono aperte le iscrizioni alla decima edizione del Corso di Perfezionamento in Antropologia delle Migrazioni organizzato dal Dipartimento di Scienze Umane per la Formazione "Riccardo Massa". Sul sito dell'Università di Milano Bicocca sono ora disponibili il bando e il regolamento del corso, completo di tutte le informazioni relative al piano didattico. La scadenza per la presentazione delle domande di ammissione è fissata per il 13 febbraio 2017... dunque occorre affrettarsi!


Il corso di perfezionamento è rivolto ai laureati di primo livello di tutte le discipline (anche attualmente iscritti a un corso di laurea magistrale) interessati ad approfondire lo studio delle scienze antropologiche e comprendere l’apporto unico e originale che l'antropologia può portare anche in altri campi del sapere e del "saper fare".

Un corso dedicato a chi si trova in prima linea in quei territori di frontiera dove l’incontro con l’altro è all'ordine del giorno e causa conflitti, incomprensioni, pensieri divergenti, opportunità, sfide e dove si mescolano e si materializzano i desideri, le differenti visioni del mondo, della società, delle relazioni tra persone di ogni provenienza e tradizione. Si pensi, per esempio, a tanti lavori e professioni di pubblica utilità che spesso soffrono lo scarto tra il dover essere e la realtà, tra le motivazioni che hanno portato a fare un certo percorso professionale, di studi e di vita e la realtà di certi servizi, dominati da routine difficili da scalfire quando da modificare.

Un corso rivolto a chi ha voglia, coraggio e passione di mettersi in discussione, di farsi domande non banali, di provare a capire a fondo i luoghi in cui viviamo e lavoriamo, le relazioni e le rappresentazioni dei fatti che le persone propongono; di guardarsi mettendo un po' di distanza e decentrando lo sguardo da se stessi e dal proprio gruppo di appartenenza (anche professionale), dalla propria quotidianità, dalle proprie routine, dalle proprie certezze. A chi ha voglia di non fermarsi di fronte ai problemi che la vita in relazione con gli altri ci offre, di imparare facendo, di darsi il tempo per studiare i fenomeni e la realtà sociale in cui siamo immersi, provando a non farsi travolgere ma a immergervisi consapevolmente e starci dentro, con i piedi più saldi possibile, navigando nella complessità della modernità e dei nostri contesti di vita, lavoro, relazione.
Grazie alla guida di docenti competenti e appassionati, il gruppo avrà la possibilità di incontrare e conoscere sia i fondamenti classici del pensiero antropologico che di lavorare su tematiche di attualità. L’incontro con professionisti che utilizzano il sapere antropologico anche al di fuori del mondo accademico sarà un’altra opportunità per comprendere come possa essere speso nello scenario pubblico il sapere etno-antropologico e le sue influenze.



Mi sia concessa una nota personale. Dopo anni di vari lavori nel terzo settore (dal 2015 coordino il Centro Naga Har per richiedenti asilo, rifugiati e vittime della tortura dell'Associazione Naga Onlus di Milano) a contatto con tanti profili professionali validi e differenti, con tante biografie di ogni provenienza, posso senza ombra di dubbio affermare che il continuo dialogo con l'accademia e con me stesso, con i colleghi di lavoro, con gli "utenti" (termine in voga nel terzo settore ma profondamente ambiguo) e con tanti antropologi mi ha permesso una maggior capacità di comprendere e leggere la realtà in cui opero e vivo oltre che un validissimo supporto nei momenti bui che il lavoro nel sociale spesso offre. Quando, ancora agli inizi della mia carriera universitaria leggevo con grande entusiasmo etnografie che descrivevano le stesse situazioni, le stesse difficoltà, gli stessi sentimenti che vivevo io da operatore sociale...ah, che sollievo! allora non ero solo al mondo, mi dicevo!

Il corso di perfezionamento è dunque un esercizio che vale la pena di essere fatto: un bel regalo per se stessi, per la propria crescita professionale e intellettuale.  Può sicuramente maturare frutti anche per altri: all'interno del proprio ente di appartenenza portando nuovi paradigmi teorici, nella propria realtà associativa, nella propria pratica professionale quotidiana, nelle relazioni con gli altri, chiunque essi siano. Quindi non solo un corso utile alla propria professione e a se stessi, ma anche alla società in cui viviamo e in cui vivremo!